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Appartamento_3
- Torino 2005
L’appartamento è situato al primo piano di un edificio
bifamigliare realizzato negli anni Venti del Novecento in prossimità
dell’asse di accesso principale da Ovest alla città di
Torino. Oggetto dell’intervento è la ristrutturazione di
due unità abitative finalizzata alla realizzazione di una residenza
con annesso studio professionale.
Il progetto prevede il mantenimento di due accessi separati in modo
da garantire l’indipendenza dei percorsi legati alla residenza
e all’attività professionale.
Lo studio è uno spazio unitario, aperto, di circa 30 mq, all’interno
del quale l’unica emergenza è costituita da un setto posizionato
in modo da schermare e delimitare una zona di ingresso. L’arredamento
è orientato alla massima semplicità con scaffali e librerie
in metallo e alluminio, e con tavoli e sedute in legno colorato bianco
e verde.
Nell’appartamento, che occupa una superficie di circa 65 mq, la
cucina e il soggiorno – sul quale si affaccia l’ingresso
– sono separati da un setto e messi in costante comunicazione
anche grazie all’assenza di infissi intermedi.
L’intero progetto è caratterizzato da una scelta di colori
e materiali orientata ad una estrema semplicità. La pavimentazione
in resina lucida di colore rosso scuro è presente uniformemente
in tutti gli ambienti; in contrapposizione a questo, le pareti intonacate,
sono dipinte con colori tenui.
Singolare eccezione all’uniformità di colori e materiali
è rappresentata dalla sala da bagno, interamente rivestita in
mosaico vetroso giallo-ocra con inserimento di una parete scura in corrispondenza
della vasca-doccia.
La cura dei particolari costruttivi ha continuo riscontro all’interno
del progetto: l’inserimento della porta in vetro che non nega
il modulo della parete in vetrocemento, e il taglio realizzato con un
profilato metallico annegato nella parete che segna il limite tra questa
e lo zoccolo in resina, ne sono il risultato concreto e tangibile.
La volontà di creare visuali prospettiche che attraversano e
mettono in relazione i diversi ambienti, è elemento costante
di tutto l’intervento; per raggiungere questo obiettivo si è
cercato pertanto di ridurre al minimo l’inserimento di porte interne.
Dallo studio, dal soggiorno e dalla cucina è infatti sempre aperta
la visuale della parete in vetrocemento –rievocazione di elementi
costruttivi propri delle architetture del Movimento Moderno- che diventa
fulcro visivo e formale dell’appartamento, in grado di illuminarsi
e oscurarsi lungo l’arco della giornata in funzione delle attività
svolte all’interno degli ambienti che delimita.
L’arredamento è orientato al minimalismo; la scelta è
stata quella di inserire mobili caratterizzati da geometrie semplici
con superfici spesso riflettenti in grado anch’esse di generare
viste interessanti e suggestive. Attraverso le scelte cromatiche è
stato possibile creare continue contrapposizioni chiaroscurali, come
nel mobile del soggiorno, nella cucina, e nella camera da letto.
La luce è anch’essa oggetto di progettazione. Alla parete
in vetroarredo di cui si è già detto, si aggiunge il taglio
tra la sala da bagno, cieca, e la camera da letto. Attraverso questa
apertura, durante il giorno, il bagno è illuminato dalla luce
che attraversa la camera posta a sud, mentre di notte l’utilizzo
della luce artificiale nei due ambienti, crea un interessante rettangolo
di luce.
Nello studio, in cucina e in soggiorno, la presenza di corpi illuminanti
progettati da Achille Castiglioni e Jasper Morrison, contribuisce infine
alla rievocazione di temi progettuali passati e presenti.
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