Cimitero di Pianello Val Tidone (PC) - 2003
Progetto di Concorso (Gruppo di progettazione: Mauro Bellora, Luca Selvini).

Caratteristica principale del bando era costituita dalla possibilità di far convivere l’area cimiteriale con un percorso archeologico romano e medievale. Tenuto conto di questo aspetto, la proposta progettuale ha preso le mosse da due considerazioni inerenti il sito e le sue caratteristiche.
In primo luogo l’orografia del luogo, caratterizzata da una serie di prati e colline senza soluzione di continuità fino alla Rocca d’Olgisio, ci ha indotto alla realizzazione di un intervento ipogeo che non emergesse rispetto all’uniformità territoriale. Tale scelta ha permesso di assecondare un’altra condizione di progetto determinante, ovvero la possibilità di rendere indipendenti i due percorsi: quello archeologico a livello zero, e quello cimiteriale a livello –2.60 m.
Non essendo possibile ipotizzare una definizione planimetrica, a priori, di tutti i resti archeologici del lotto, si è adottato un impianto flessibile, costituito da blocchi di sepolture ipogei, il cui posizionamento è adattabile alla localizzazione delle preesistenze.
L’intero ampliamento è pensato ruotato rispetto al cimitero esistente, in accordo con le giaciture delle murature storiche. In questo modo è possibile sia rendere riconoscibile il nuovo ampliamento, sia garantire una maggiore flessibilità in relazione al dislocamento delle preesistenze archeologiche non ancora individuate.
L’elemento di definizione del progetto consiste nell’articolazione di un percorso ipogeo illuminato dall’alto attraverso una fenditura nel terreno, lungo il quale sono dislocati una serie di blocchi (ognuno dei quali ospitante 48 sepolture).
In questo modo si ottiene una separazione dei flussi: Il visitatore può decidere di visitare la parte archeologica a livello zero, oppure di scendere e raccogliersi in preghiera di fronte alle sepolture poste a livello –2.60 m.
Tutta l’area alla quota romana è interamente fruibile dal visitatore senza l’indicazione di percorsi prestabiliti, mentre l’accesso ai blocchi di sepolture, oltre che dall’alto attraverso le scale, può avvenire percorrendo un corridoio ipogeo che collega tutti i blocchi, utilizzabile anche per il trasporto delle salme e per l’accesso dei visitatori diversamente abili.
Lo spazio definito dal blocco di sepolture, per disposizione e dimensioni, si avvicina ad un ambito privato: alto e ampio come un interno domestico. Ogni blocco è dotato di un modulo di servizio centrale, il cubo, che contiene una fontana, due cestini ed un piano di appoggio per le operazioni funzionali all’ornamento floreale, alla manutenzione e alla pulizia delle lapidi.